Persona con smartphone e brand Momento: costruire un personal brand credibile

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Come costruire un personal brand credibile

Il personal brand è il modo in cui rendi leggibile il tuo valore.

Come costruire un personal brand credibile Il personal brand è il modo in cui rendi leggibile il tuo valore.

Costruire un personal brand non significa trasformarsi in un prodotto.

Questa è una delle paure più comuni: l'idea che lavorare sulla propria immagine voglia dire diventare finti, studiati, sempre in posa, sempre pronti a vendere qualcosa.

In realtà un personal brand fatto bene dovrebbe fare l'opposto: dovrebbe aiutare le persone a capire meglio chi hanno davanti.

Il personal brand non è solo "come appari" ma è il modo in cui la tua competenza, la tua personalità, il tuo modo di lavorare e la tua visione diventano comprensibili per gli altri.

Perché puoi sapere benissimo chi sei.


Puoi avere esperienza, capacità, sensibilità e idee ma se tutto questo resta chiuso dentro di te (o arriva fuori in modo disordinato), per il pubblico non esiste davvero.

Uno degli errori più frequenti è pensare che, per costruire un personal brand, bisogna esporsi continuamente ma non è così.

Un personal brand forte non nasce dalla quantità di esposizione, ma dalla qualità della selezione.

Anzi: una parte fondamentale del personal branding è proprio scegliere cosa lasciare fuori.

Quello che non mostri è importante quanto quello che mostri.

Perché ogni presenza pubblica crea una cornice e dentro quella cornice le persone iniziano a interpretarti.

Quindi il punto non è trovare una maschera ma trovare una misura.

Che tipo di fiducia vuoi costruire?

Quando si parla di personal brand, si pensa spesso alla visibilità.

Ma la visibilità da sola non basta perché puoi essere visto da molte persone e non essere preso sul serio, oppure, puoi piacere e non essere scelto.

La fiducia è più sottile della popolarità.

Ci sono persone che comunicano autorevolezza, altre trasmettono vicinanza, altre ancora ispirano sicurezza, creatività, precisione, libertà, cura ecc…

Nessuna di queste strade è la "migliore" in assoluto ma tutto dipende da chi sei, da cosa fai e da chi vuoi raggiungere.

Un consulente finanziario non deve generare la stessa fiducia di un artista e
 una figura pubblica non può ragionare come un profilo personale qualsiasi.

Il personal brand funziona quando il tipo di fiducia che trasmetti è allineato al ruolo che vuoi occupare nella mente delle persone ed è una cosa molto più profonda e complessa del "fare bei contenuti".

Essere autentici non significa comunicare senza pensiero

La parola autenticità viene usata tantissimo e spesso male.

Molti pensano che essere autentici significhi pubblicare quello che viene, parlare come capita e mostrarsi senza alcun filtro ma l'autenticità senza direzione potrebbe essere percepita come poco professionale.

Una comunicazione curata non è per forza falsa, anzi, spesso è una forma di rispetto:

verso se stessi, verso il proprio lavoro e verso chi guarda.

Il punto è non costruire un'immagine che ti tradisce: un personal brand credibile non inventa una persona nuova ma mette ordine in quella reale.

Prende ciò che c'è già e lo rende più leggibile e curato.

Non ti cambia ma ti chiarisce e perfeziona.

Il personal brand è anche una questione di confini

Un altro aspetto spesso ignorato è questo: costruire un personal brand significa anche stabilire dei confini.

Cosa vuoi condividere?


Cosa resta privato?


Quali temi ti appartengono?


Quali temi non vuoi toccare?


Quanto vuoi esporti?


Quanto vuoi far entrare le persone nella tua vita?

Non esiste una risposta giusta per tutti.

C'è chi costruisce una presenza molto personale, quasi intima e c'è chi comunica solo attraverso il proprio lavoro.

La cosa importante è non subire il modello degli altri.

Il fatto che qualcuno funzioni mostrandosi ogni giorno non significa che sia la strada giusta anche per te.

Un personal brand sano non dovrebbe forzarti a diventare una versione scomoda di te ma dovrebbe aiutare a trovare una forma sostenibile.

Perché comunicare online non è una recita quotidiana. Se per mantenere la tua immagine devi tradirti ogni giorno, prima o poi quella comunicazione crolla.

Il rischio più grande: sembrare generici

Il contrario di un personal brand forte non è un personal brand brutto ma un personal brand generico ovvero, quello che potrebbe appartenere a chiunque.

Il problema del "generico" è che sembra sicuro, ma fa più danni che altro perché non crea memoria.

Molte persone comunicano così perché hanno paura di sembrare troppo nette e di perdere seguito o occasioni. Ma spesso succede il contrario: più provi a essere adatto a tutti e più diventi difficile da scegliere.

Un personal brand deve renderti più riconoscibile dentro un campo preciso.

Non devi dire tutto a tutti.


Devi far capire meglio perché qualcuno dovrebbe avvicinarsi proprio a te.

Da dove si parte davvero?

Si parte da una cosa molto difficile e scomoda: guardare la propria immagine da fuori.

Non come la immagini tu e non come vorresti che fosse.


Ma come potrebbe apparire a una persona che ti incontra per la prima volta.

Questa distanza è fondamentale, perché spesso siamo troppo dentro al nostro lavoro per capire cosa arriva davvero fuori. Il personal brand nasce proprio lì: nello spazio tra quello che pensi di comunicare e quello che gli altri percepiscono.

Ridurre quello spazio è il vero lavoro.

Costruire un personal brand richiede intenzione

Capire quale immagine vuoi costruire, quale fiducia vuoi generare, quali parti di te sono davvero utili alla tua comunicazione e quali invece creano confusione è un lavoro vitale.

Un personal brand credibile non è quello che sembra perfetto, ma quello che, nel tempo, riesce a farti percepire come una persona chiara, solida, riconoscibile e adatta al ruolo che vuoi occupare.